sabato 12 maggio 2007

il piacere

siccome la conversazione di agostino stava andando O.T. ne apro un' altra.
Il piacere, io concordo con Epicuro sul modo in cui classifica i piaceri, e come raggiungere la felicità, insomma, io vivo in questo mondo e penso che una volta morto, sarò solo materia con una diversa forma, per cui penso a risolvere i dolori terreni, non voglio vivere aspettando di morire!
voi che ne dite, è sufficiente quel che dice Epicuro? vi sono altri bisogni che lui non riteneva importanti quanto li ritenete voi?
p.s.:
e ho fatto anche un nuovo post, sono iperattivo!
ciao e grazie a tutti voi, soprattutto a pliniux che ha avuto questa grande idea, complimenti!

5 commenti:

painz ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pozze ha detto...

Mah, non capisco bene quello che stai dicendo: tu sei semplicemente d'accordo cn Epicuro riguardo la divisione dei bisogni o c'è qlcs altro?
In ogni caso secondo me è difficile dare al piacere (o al dolore) una definizione: entrambi potrebbero essere definito come assenza dell'altro concetto... Per questo io penso che un uomo si può trovare in vari stati d'animo diversi: c'è una scala di piacere e dolore.
La scala, a mio avviso, è perfettamente soggettiva, ma sicuramente nn possiamo nemmeno lontanamente paragonare il dolore per la perdita di un amico con quello causato dall'assenza del tuo programma preferito in TV, che comunque è dolore, cosi come il piacere di vincere il campionato con il mangiare un panzerotto da Mauro. La visione di Epicuro è troppo oggettiva, e allo stesso modo quella di Plotino e Agostino.
Comunque spero che qualcuno contraddica qlo ke dico io cs da poter fare un'altra interessante discussione.

Pliniux ha detto...

vorrei dare un contributo che spero non pregiudichi una libera e sana dialettica: bene e male possono essere intesi come criteri di giudizio( relativi o assoluti secondo i punti di vista), o anche entità sostanziali, principi esistenti e reali (per Agostino c'è solo il Bene). Dolore e piacere sono invece sensazioni e sentimenti soggettivi, è tutta un'altra storia. Niente di trascendente allora, sul piano schiettamente fisico, corporeo, non ci dovrebbero essere dubbi, quello che piace piace e basta (dal mangiare al... ecc.ecc) solo differenze di gusti di cui disputandum non est, sul piano psicologico è piacere ciò che va verso la realizzazione dei nostri desideri, in senso generale, e si desidera per tendenze gusto formazione ecc..., Epicuro su questo punto offre una selezione basata sul calcalo opportuno di costi e benefici, che vuol dire di fatto riavvicinarsi al criterio corporeo della fatica e del piacere, chiaro no? e basta così.
Ciaociao!

Anonimo ha detto...

allora..io dico la mia..
sinceramente sono d'accordo con il prof per quanto riguarda il fatto di piacere soggettivo..
cioè
una cosa che mi piace piace a me ma può non piacere ad altri..
non credo che ci siano punti fissi per tutti. il Bene di Agostino è bene dal suo punto di vista. secondo me è giusto che ognuno abbia il suo
ciau
fra

Berny ha detto...

Pienamente d'accordo cn il vostro pensiero!
Un'unica cs...riprendendo qll ke avevano dtt all'inizio painz e Teto Nikolaidis: la concezione di piacere e dolore sn pienamente soggettive ma ci sn piaceri e dolori ke a mio avviso sn universali!
Ad esempio la morte di un caro amico sarà un modello oggettivo di dolore e la nascita di un figlio un concetto oggettivo di piacere!
X me tra le cose piacevoli e qll dolorose, molte potrebbero essere a mio avviso oggettive!

Ciao,
Mirko